Teuta Gallica


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Popoli

I Celti

CELTI NELLA
GALLIA CISALPINA

La prima comparsa dei celti in Italia,come scritto nei testi di scuola, è nel 390 A.C quando un orda di guerrieri (quasi sicuramente Senoni) guidati dal loro condottiero Brenno sconfiggono i Romani nella battaglia del fiume Allia e si
danno al saccheggio della città Capitolina. Famosissima resta la frase del condottiero Gallo che, alle proteste dei Romani per la grande quantità di riscatto da pagare, rispose GUAI AI VINTI!!!
Questo è quello che ci raccontano a scuola.
In realtà i Celti scesero in Italia probabilmente molto prima del 400 A.C per via di un fenomeno culturale e sociale che era la "Primavera sacra", ovvero, quando la popolazione di una tribù cresceva di numero, le risorse alimentari
potevano non essere sufficienti per sfamare tutti, così un gran numero di giovani (uomini e donne) partivano alla ricerca di nuove terre dove stabilirsi.
E' per questo "esodo" che avvengono le prime infiltrazioni celtiche nel nord Italia. Secondo le fonti storiche che comunque mantengono i contorni di leggenda i primi ad entrare nella penisola sono i Biturigi (VI secoolo A.C) guidati dal
figlio del re Ambigato, Belloveso. Alla spedizione si unirono numerose tribù (Edui, Arverni,Ambarri,Carnuti, Aulecri ed altri) spinte anche loro dalla ricerca di nuove terre. I Celti trovano la strada sbarrata da un armata Etrusca che cerca di fermarli sul Ticino ma questi ultimi vengono battuti e respinti a
sud. I nuovi arrivati decidono di fermarsi e fondare una città fondendosi con la tribù degli Insubri a seguito di un evento che a parere dei druidi era un messaggio degli Dei. Accadde che Belloveso vide una scrofa bianca e lanuta che lo condusse ad una radura dove cadde un fulmine, i segni erano due e di origine
Divina. Il primo era che la scrofa (cinghiale) era reincarnazione terrena del Dio Teutatis ed il secondo era il fulmine mandato dal Dio Taranis per indicare il luogo dove doveva sorgere la città.Venne così fondata la città di Mediolanum (Milano).
Dopo gli Insubri arrivarono i Cenomani guidati da Elitovio che si stanziarono nel Bresciano e nel Veronese. A seguire calano in Italia i Boi e i Lingoni che cacciano verso sud Umbri ed Etruschi e si stanziano nella pianura padana meridionale, arrivano anche i Salluvi ed i Libui che si stanziano in Liguria. Per ultimi arrivano i Senoni che si stanziano in Romagna orientale e nelle
Marche. Sono proprio i Senoni che, dopo aver assediato Chiusi, mettono a sacco la città di Roma. 390 A.C la caduta di Roma
Nel IV secolo A.C, una spedizione di Celti Senoni guidati da Brenno, attaccò la città di Chiusi, secondo alcune fonti per occuparne i territori per stabilirvisi e fare bottino, secondo la fonte più accreditata, i Senoni furono sobillati dal tiranno di Siracusa e dai Greci che con ogni probabilità volevano destabilizzare l'area di influenza Etrusca per, in un secondo tempo, stabilirvi
delle colonie.Qualunque sia stato il motivo dell'attacco, resta il fatto, che i Celti assediarono la città di Chiusi che in difficoltà chiese aiuto ai Romani, i quali, invece di mandare il loro esercito, si limitarono a mandare un ambasceria ai Galli per convincerli a desistere dal loro intento. Le trattative, comunque, non andarono a buon fine, anzi, fecero precipitare le cose quando uno degli ambasciatori Romani uccise un capo Celta. L'omicidio
scatenò la furia dei barbari che dopo aver sconfitto i Chiusini, marciarono su Roma per avere in consegna l'ambasciatore ma , al rifiuto della città di consegnare il responsabile i Celti attaccarono. Si venne a battaglia presso il fiume Allia, dove i Romani vennero letteralmente annientati e la città venne espugnata e sacheggiata.Sembra che solo il Campidoglio abbia resistito a tutti
gli attacchi dei Celti, famoso è l'episodio delle oche che sentendo arrivare i guerrieri barbari, si mettono a starnazzare allertando i soldati di guardia che respingono l'assalto. Alla fine i Romani pagano un riscatto in oro a Brenno che, per zittire le proteste dei cittadini per l'enorme quantità di oro chiesta, getta la sua spada sulla bilancia ( dove era posto l'oro) e pronuncia
la celebre frase: " VAE VICTIS" ovvero "guai ai vinti". Dopo aver ricevuto l'oro, i Celti abbandonano la città ma, vengono intercettati dal dittatore Furio Camillo che li sconfigge, recupera il bottino e torna in città per organizzarne la ricostruzione. In reltà, sembra che i celti carichi di bottino, abbiano abbandonato Roma per tornare nelle loro terre attaccate da una forte
armata Veneta accorsa ad aiutare lo storico alleato in difficoltà.

III Secolo A.C
Mercenari Celti e guerrre contro Roma

Nel III secolo A.C. i celti si dedicano a spedizioni lungo la penisola volte a fare bottino. Ancona nelle marche diventa il centro di reclutamento dei mercenari Galli che offrono i loro servigi alle colonie Greche dell'Italia meridionale, in particolare a Dionisio il vecchio Tiranno di Siracusa che ne fa largo impiego. Nel 295 A.C. si creò una grande coalizione di popoli italici
(sanniti, etruschi ecc) contro Roma, alla quale prese parte anche un grande contingente mercenario Celtico. Si combattè la battaglia di Sentino dove vennero impegati anche i famosi carri da guerra Celtici gli Assedae. La battaglia venne vinta dai Romani ma non tolse lo spirito combattivo ai vinti che riorganizzati in un alleanza Etrusco-Senone combatterono ancora nel 284 A.C
in Toscana e vinsero. Due anni dopo la coalizione Celto-Etrusca veniva battuta presso il lago Vadimone.Per i cinquanta anni successivi a questi eventi, vedono i Romani fare piazza pulita dei Senoni che vengono respinti a Nord, i loro territori vengono occupati e nascono numerose colonie Romane tra le quali
ricordiamo Rimini quale avvamposto in terra Gallica.Nel 230 I Celti (Boi ed Insubri) aiutati da contingenti mercenari dei Gaesati contrattaccarono e tentarono di marciare nuovamente su Roma ma vennero fermati a Talamone (225 A. C) dove subirono una scofitta pesantissima che ne vide il quasi totale anientamento. Le conseguenze furono che i Boi dovettero sottomettersi ai Romani
che ora vedevano aprirsi le porte per un'invasione del nord Italia.Nel 222 A.C aiutati da alleati Cenomani e Veneti, i Romani, completavano la sottomissione degli Insubri e la conquista del loro territorio. La Seconda Guerra Punica e la fine della Gallia Cisalpina . Nel 218 A.C il condottiero Cartaginese Annibale attraversa le Alpi ed Invade l'Italia sconfingendo i Romani nelle battaglie del fiume Trebbia e Ticino. I Celti Cisalpini videro l'occasione del riscatto contro Roma ed offrirono
numerosissimi contingenti di guerrieri nonchè il supporto logistico ai Punici. Le battaglie si susseguivano come quella al lago Trasimeno (217 A.C), la trionfale vittoria a Canne (216 A.C), sembrava quasi certa una totale disfatta Romana ed il ritorno alle antiche glorie. Un armata di Galli Boi annientò nella Selva Litana le legioni del console Postumio che venne decapitato e la sua
testa usata come coppa nelle libagioni della vittoria. Nel 202 Annibale fu costretto a rientrare in africa per difendere Cartagine ma fu sconfitto a Zama nel 202 A.C. La guerra dei Punici era finita e gli alleati Cisalpini erano rimasti soli ma, non avevano nessuna intenzione di arrendersi.Le ostilità
continuarono e ripresero vigore attorno al 200 A.C. quando tutte le tribù si ribellarono, anche i Cenomani che fino a quel momento erano stati fedeli alleati di Roma,i Liguri iniziarono una feroce guerriglia, mentre i Veneti, tuttavia, continuarono ad appoggiare i loro antichi amici. La guerra con i barbari continuò con alterne fortune fino al 191 A.C. Il sorgere di numerose colonie Romane in terra Celtica, segnava la fine del sogno di indipendenza e di
espansione per le tribù Cisalpine.Negli anni a seguire ci fu un lento ma inesorabile assorbimento delle popolazioni assogettate alla cultura romana che decretò la fine dell'epopea Celtica in Nord Italia.


Descrizione dei popoli Celtici

Boi



I Boi arrivarono in Italia verso il V secolo e si stazionarono tra il PADUS ( Po ) e la catena appenninica nel teriitorio cosidetto " Etruria Padana". L' economia era prevalentemente agricola, inoltre commerciavano con l' Etruria e gli empori Greci dell' Adriatico. Come i Senoni anche i Boi adottarono il " Pilum Italico" in combattimento. Subirono anche loro l' influenza Etrusca ed in alcuni casi si ebbe una fusione completa fra i due popoli,probabilmente con matrimoni misti celebrati per sugellare alleanze. Ai Boi va attribuita la vittoria nella Selva Litana.

Cenomani



Staziati tra l' Adige ,l' Adda ed il Po. Da sempre alleati dei Romani, durante la battaglia del Trebbia si rifiutarono di combattere contro i cartaginesi che avevano nei loro ranghi i Celti degli altri popoli. Furono alleati fedeli ma trattati in malomodo dai Romani. Solo nel 41 A.C. Cesare dette loro la cittadinanza per premiare coloro che avevano servito fedelmente negli eserciti Romani.

Insubri

Fondatori di mediolanum (Milano), condotti in Italia, secondo la tradizione, dal condottiero Belloveso intorno al V sec. A.C. Si scontrarono con gli Etruschi ed i Taurini per questioni territoriali. Furono gli ideatori del blocco "Antiromano" costruendo alleanza con i Boi,Lingoni,Taurini. Dopo la sconfitta a Telamone continuarono la guerra contro Roma. Accolsero i Senoni in fuga dall' espansione Romana (237 A.C.) e sostennero Annibale durante la seconda guerra Punica. Furono sottomessi nel 194 A.C.

Senoni



Ultimi fra i popoli Celtici stanziati in Italia, prima della metà del IV sec. Stanziati nella parte settentrionale delle Marche,intrattennero rapporti con gli Umbri e i Piceni. Compirono diverse incursioni in Italia centrale e meridionale. Venivano da numerosi villaggi abitati da pochi abitanti,nonostante fossero il popolo celtico più numeroso. Sembra che i Senoni svolgessero una forte attività di mercenariato, in quanto 2/3 delle tombe ritrovate appartiene a uomini armati, inoltre la presenza di armi é superiore rispetto ad altri popoli Celtici. Assorbirono molti elementi della cultura Umbra ( questo é stato stabilito dagli archeologi in base ai reperti ritrovati ). L' invasione Romana nella terra dei Senoni vada dal 283 A:C. a circa il 268 A.C. Ai Senoni va attribuito il saccheggio di Roma nel 390 A:C.


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