Teuta Gallica


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Simbologia

I Celti

Il TRISKELL proviene dal celtico triskin che significa letteralmente “tre raggi di luce” (in bretone an triskell, in francese triscèle).Il suo nome deriva dal greco tris (tre) + keles (gambe). I suoi tre riccioli, meglio detti volute, sono crescenti da sinistra verso destra, come il sole, nonostante la rappresentazione comune le voglia tutte uguali.
Il suo simbolismo presso i Celti e’ vario, può rappresentare infatti:

le 3 fasi solari (alba,mezzogiorno,tramonto)
le 3 eta’ dell’uomo (infanzia, maturita’, vecchiaia)
le 3 nature della divinita’ (umana, animale, vegetale)
i 3 aspetti della dea (vergine, madre, vecchia – madre, figlia, sorella)
i 3 aspetti del tempo (passato, presente, futuro)
i 3 elementi dell’uomo (spirito, anima, corpo)
i 3 elementi del mondo (terra, acqua, aria), che con il loro movimento rappresentano il 4°elemento (il fuoco).



Il TORQUIS ( detto torc o torque – termine latino che
significa “ritorto” ) è un pesante collare metallico spesso realizzato con fili
intrecciati di rame o d’oro ma anche di bronzo e, più raramente, d’argento.
Questi collari potevano essere aperti o, più raramente, chiusi, con estremità
ingrossate, a globi o decorate con teste di animali o con teste umane cesellate
che venivano a trovarsi una di fronte all’altra sulla gola di chi indossava il
gioiello; inoltre, potevano avere corpo liscio, attorcigliato o intarsiato.



NODI e INTRECCI :
rappresentano la Continuità della Vita, Il susseguirsi
delle nascita e della morte, giorno e notte, ecc. Per i Celti la Vita non ha un
inizio e una fine, ma procede con continuità. Gli intrecci e i nodi formati da animali,
vegetali ed esseri umani o da semplici linee rappresentano lo scorrere
dell'energia divina nelle forme, della Vita Unica nelle molteplici
manifestazioni materiali. Gli intrecci rappresentano la Vita, l'energia
spirituale, il percorso di crescita, la continuità, l’ascensione, le relazioni
con tutti gli esseri (minerali, vegetali, animali, umani e divini),
l'immortalità nel movimento, la capacità di mettere in moto
le energie vitali e collaborare coscientemente con esse.
Simboleggiano anche il ciclo
dell'esistenza nascita/crescita/maturazione/vecchiaia/morte/rinascita
e vengono usati come talismani di protezione
contro le negatività e anche come rinforzo
dell'energia spirituale che vive dentro di noi.



IL CINGHIALE

Ha una simbologia complessa e viene associato a differenti posizioni
sulla croce celtica:

All'Est è un simbolo spirituale, di saggezza, conoscenza,
guarigione, verità, lealtà, messaggero fra il Mondo Sotterraneo e
quello umano e rappresenta la classe sacerdotale una qualità di
'spirito' in grado di vitalizzare la materia, altrimenti inerte). Il
cinghiale, come il Druido, vaga per la foresta solitario o in compagnia
dei suoi simili, per 'scavare' alle radici dell'albero della conoscenza
ed estrarre il frutto della sapienza proveniente dal Cielo.

Al Sud diviene il portatore di fertilità e vitalità, simbolo
della Dea Madre, la Natura divina della terra legata al ciclo lunare,
alla Dea e alla femminilità feconda e aggressiva, ma anche al ciclo
solare, agli dèi, alla frenesia riproduttiva maschile e
all'aggressività dei guerrieri. Rappresenta le energie del territorio,
il potere della terra che si manifesta come energia vitale. E' quindi
simbolo di abbondanza, nutrimento, ospitalità, festeggiamenti e
riunioni sociali, fertilità, salute e protezione dal pericolo, potere e
vitalità.

All'Ovest racchiude le qualità dell'iniziazione ai misteri
della vita e della morte, del passaggio, della fine di un ciclo e
inizio di un altro, alla rinascita.

Al Nord è ispiratore di musica e poesia. Per i Druidi il
cinghiale rappresenta il ciclo dell'epoca odierna e simboleggia il polo
immutabile (il nord) e l'autorità spirituale. La costellazione oggi
chiamata dell'Acquario, un tempo era quella Cinghiale, considerata sede
dell'energia mistica e dell'iniziazione, oggi della spiritualità
nascente. Per i Romani rappresentava simbolicamente l'intera Gallia.

Il "Cinghiale" é inoltre lo stemma del nostro Clan :

Lo abbiamo scelto perché é un' animale forte e che se inferocito diventa un temibile avversario. I guerrieri Celti infatti prendevano come esempio questo animale prima di entrare in battaglia, e per apparire piu' feroci al nemico si cospargevano i capelli con una mistura di acqua e gesso o argilla rendendoli rigidi e spessi simili appunto alla criniera del cinghiale, dopo di che davano sfogo alla loro ferocia urlando e battendo le armi sugli scudi , in modo da terrorizzare il nemico. Questa particolare caratteristica bellica era così comune e ricorrente che i Romani, terrorizzati, la chiamarono "Furor Gallicus".


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