Teuta Gallica


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Tra storia e leggenda

I Celti




L’altopiano di Asiago è sempre stato una terra di confine nelle vicende storiche Venete, conteso da molti popoli. Chi abitava quelle terre al tempo dell’antica Roma? Molti storici sembrano sostenere che i Reti fossero gli abitanti dell’altipiano, visti anche i ritrovamenti archeologici del Bostel di Rotzo, ma se esaminiamo molte località dei Sette Comuni da un punto di vista etimologico le cose assumono un aspetto diverso.Secondo alcune ipotesi anche all’epoca romana l’altipiano era una terra di confine e quindi contesa da diverse fazioni e cioè Reti, Veneti, Romani, Galli.Se dei primi tre possiamo affermare una probabile presenza, degli ultimi possiamo solo fare un’ipotesi.
Sembra che una popolazione celtica (non si conosce a che popolo appartenessero,forse cenomani), alla ricerca di un posto dove insediarsi, abbia cercato di raggiungere l’altopiano, ma, arrivati in località Lusiana, non poterono proseguire perché bloccati dai Reti e lì fondarono un avamposto dedicandolo alla Dea del fuoco e della luce Lugh, da cui deriverebbe appunto il nome Lusiana.
Non potendo salire da quella parte, la colonna dei Celti decise di risalire il corso del fiume Brenta (in celtico “recipiente”) ma, arrivati all’altezza di Valstagna, la colonna si divise in due: una diretta nel Trevisano in territorio dei Veneti, andando a fondare l’attuale Galliera, l’altra decisa a salire sui monti per strappare una parte di quel territorio ai Reti.Salirono sull’altopiano dalla Val Frenzela e arrivarono in un territorio densamente boscoso, quasi impenetrabile, dove era presente un torrente, e decisero di essere arrivati in un posto adatto a vivere.In quel luogo fondarono un villaggio fortificato che i latini chiameranno Galedunum (fortezza dei Galli) e che oggi è chiamato Gallio.Dal loro villaggio fortificato, i Celti si spinsero verso il pianoro ondulato che si estendeva a mezzogiorno, abbattendo la foresta e creando una strada che collegasse Galedunum al nuovo insediamento che stava nascendo e che venne chiamato Slege (in lingua celtica significa “strada”), l’odierna Asiago.Sembra che dopo la battaglia dei Campi Raudii (101 a.C.), alcuni Cimbri superstiti, per sfuggire alle legioni romane, abbiano pensato di rifugiarsi nei monti che avevano incontrato sul loro cammino.Arrivati a Galedunum chiesero ed ottennero di potersi stabilire in quell’insediamento.Col tempo si integrarono alla perfezione con i Celti dando vita ad una società celto-germanica, tant’è che molti luoghi portano nomi che derivano dalla lingua celtica, ad esempio Pennar (“luogo elevato”), e molti derivano da parole o miti germanici, ad esempio Turcio deriverebbe dal Dio Thor o Dio del tuono.
Come mai non è rimasto nulla di questa civiltà a parte i nomi?
Sembra che, quanto l’imperatore Ottaviano Augusto ordinò a Druso ed a Tiberio di spianare la strada verso la Germania, le legioni romane compirono una vera e propria opera di sterminio delle popolazione retiche e galliche che popolavano il nord Italia, dalla regione piemontese dei Salassi ai confini dei Veneti amici ed alleati dei Romani. (chi non si alleava a Roma ,come i Veneti, o non si integrava veniva cancellato).Questo fu fatto per evitare che popolazioni ostili potessero minacciare l’espansione di Roma verso il nord Europa.Le genti che allora popolavano l’altopiano vennero trucidate e deportate come schiavi o fatti esibire come trofei dei vincitori.Quei territori divennero deserti dove le legioni potevano passare indisturbate.Sopravvisse alla distruzione un villaggio abitato da Veneti, oggi conosciuto come Enego (da “Eneti”, o Veneti).Con la caduta dell’Impero Romano e l’avvento del cristianesimo, le antiche tradizioni e religioni dovettero lasciare il posto alla nuova fede e dove una volta c’erano luoghi sacri e pagani, sorsero le chiese . Questo accadde anche a Gallio: sul colle chiamato Jockel, dove un tempo i druidi celebravano i loro riti, oggi sorge la chiesa del paese.Se mai vi furono resti o reperti che potessero confermare la presenza di Celti e Cimbri in quei luoghi, con lo scoppio del primo conflitto mondiale i numerosi bombardamenti sconvolsero la terra distruggendo, probabilmente, anche quel poco che era scampato alla furia di Roma, lasciandoci solo supposizioni ed indizi toponomastici”.

A noi comunque piace pensare che tra i boschi e i monti dell’ altopiano, gli spiriti degli antichi vivano ancora …

Dumnorige , Teuta Gallica.


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